IL CASTELLO DI TURES ED IL FANTASMA DI MARGHERITA

Imponente, maestoso bello: il castello di Campo Tures, uno dei più grandi della zonae sicuramente il più fotografato.Prima del XIII secolo vi risiedevano i signori di Tures. La famiglia di nobili era una delle stirpi più apprezzate del Tirolo, tuttavia si estinse nel 1340.Il castello passò poi in mani diverse e decadde lentamente. Dal 1907 fu ristrutturato da Ludwig von Lobmayr. Oggi è in possesso dell’Istituto per i castelli alto atesino.

La storia

Il maniero è dei primi del XIII secolo e sorge su un terrapieno roccioso bagnato dal torrente Ahr o Aurina. Qui l’originaria grande torre permetteva di controllare l’unico punto da cui era possibile un attacco nemico e al contempo consentiva, ai signori del castello, di esigere un pagamento per il passaggio nelle loro terre.
I Taufers furono la prima famiglia del maniero e furono loro che edificarono il mastio vicino alla torre, che costituì la chiave di volta della struttura del castello. Il maniero fu in seguito ingrandito fra il 1484 e il 1486 da Hans von Tobel. Poi, nel XIV secolo, i Fieger, nuovi padroni del castello, su mandato dell’imperatore Massimiliano d’Austria, innalzarono l’ala sud-ovest.

I Misteri
All’interno del castello ci sono tre locali che spiccano su tutti gli altri: la Sala dei Giudizi, la Biblioteca e la cosiddetta “Stanza delle Streghe” o “Stanza degli Spettri”.
La Sala dei Giudizi era nota in tutta la contea. Si trattava della parte più importante del Castello di Tures e quindi di tutta la zona. In questa camera fu esercitata la giurisdizione fino al 1720, anno in cui il Tribunale fu trasferito a Campo Tures. Si tratta di una grande stanza rettangolare interamente rivestita in legno. Il soffitto a doghe è sostenuto da un asse trasversale che poggia su una colonna di legno. Proprio su questa colonna venivano legati gli accusati durante i giudizi. Giudizi che prevedevano l’uso della tortura per ottenere le confessioni. Uno dei “sistemi” più in voga era quello di cospargere i piedi dell’imputato con del sale e poi far entrare le capre nel locale. Proprio sopra la Sala dei Giudizi si trova la Biblioteca che conserva ancora nei suoi grandi armadi molte antiche cronache locali. Anche qui le pareti sono completamente rivestite di legno ma rispetto alla Sala dei Giudizi, la Biblioteca è molto più elegante grazie al soffitto a cassettoni e ad alcuni dipinti raffiguranti scene tratte dal vecchio testamento. Si dice che nelle cronache locali, contenute in questa stanza vi siano anche alcuni resoconti di strani animali avvistati nei pressi del castello.
Nella stanza delle Streghe o degli Spettri vi si arriva attraverso un corridoio anch’esso rivestito di legno. La camera è incredibilmente ben lavorata. Raffinata ed elegante con ampie sezioni rettangolari divise da colonne sormontate da capitelli corinzi. Il letto a baldacchino oggi presente è di epoca successiva. Insolito e affascinante il tavolo pieno di simboli. Questo luogo deve il suo pittoresco nome alla leggenda di Margherita e alla sua triste sorte. Margarete von Taufers voleva sposarsi con un giovane di basso lignaggio, probabilmente il capitano delle guardie del castello. La cosa non fu apprezzata in famiglia e qualcuno, forse un parente, forse il padre stesso, avrebbe ingaggiato un sicario per eliminare il futuro marito. Infatti il giorno delle nozze il nubendo venne trafitto sull’altare da una freccia. La leggenda vuole che Margarete disperata si rinchiuse nella sua camera ove pianse ininterrottamente per sette anni poi, al settimo anniversario della morte del suo amato, si gettò dalla finestra. Una curiosità in merito: durante le riprese del film del 1972 di Ettore Scola, La più bella serata della mia vita, che si effettuarono nel castello, fu proprio Alberto Sordi a riferire di aver udito i gemiti e i lamenti di Margherita. In molti sostengono che il suo fantasma ancora si aggiri nelle sale del castello di Tures.

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